10 Maggio 2010

I bijoux fai da me... vi piacciono?

 
18 Marzo 2010

Il quarto tipo con Milla Yovovich





Nel 1972, fu stabilita una scala di misura per gli incontri con gli extraterrestri. Il semplice avvistamento di un UFO è chiamato incontro ravvicinato del 1° tipo, la raccolta di elementi di prova è del 2° tipo, il contatto diretto con gli extraterrestri è definito incontro ravvicinato del 3° tipo. Il livello successivo, quello del rapimento, è un incontro ravvicinato del 4° tipo.... Alaska, ai giorni nostri. Dagli anni 60 si sono verificati tantissimi casi di sparizioni misteriose. Nonostante le molteplici investigazioni del FBI, nessun caso è mai stato risolto. La dottoressa Abigail Tyler, psicologa, comincia a videoregistrare le sedute con pazienti traumatizzati e comincia a scoprire le più inquietanti prove di rapimenti alieni mai documentate...



Devo ammettere che questa è una delle rare volte in cui la locandina è meno accattivante rispetto al film, contrariamente alla scarsa qualità di trailers e manifesto. Il film è più documentario di quanto mi aspettassi, anche se è incentrato su quanto realmente accaduto in alcune piccole cittadine site in zone impervie dell'Alaska, ed in particolar modo a Nome. Il tutto ruota intorno ad una psicologa del posto, già segnata dalla morte violenta del marito, ed in seguito alla scomparsa della figlia. La dottoressa Abigail Tyler è tuttora impegnata a studiare e numerosi e stranissimi casi di ipotetiche continue abduzioni registrando con la telecamera ogni seduta. La forza del film, infatti, a parer mio, è da attribuirsi alla commistione di veri filmati di alcune sedute.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

TRUFFA TRUFFA TRUFFA...le riprese amatoriali sono fasulle..come viene specificato su wikipedia:

 

 Quest'ultimo video è quello per me illuminante, ma potrebbe essere anche controverso. Come la stessa Dottoressa spiega subito dopo, essendo cattolica, pensa che quel'entità che la possiede durante quell'ultima ipnosi, non può essere Dio perchè qualsiasi cosa le ripetesse nella mente e le sensazioni che provava non le toglievano ogni speranza, e la facevano stare male. .. e continua:" Quello non poteva essere Dio, ma qualsiasi cosa fosse, metiva, ma sapeva farlo credere."     Se permettete una considerazione... per quanto poco ne sappia... tutto ciò ..comprese le levitazioni... l'autolesionismo.. gli attacchi pseudoepilettici... tutto mi fa pensare alle possessioni demoniache! Per cui al posto suo avrei provato con un manipolo di preti esorcisti!?! Comunque ....conclusioni?.....OCCHIO!!!... 

Il trailer del film afferma che la storia si basa su "studi di casi reali", ma non ha specificato alcun caso. Ci sono state diverse speculazioni riguardo alla reale esistenza della Dott. Abigail Tyler .

Le riprese amatoriali del film sono costruite, e l'attrice che ha recitato nel ruolo del dottor Abigail Tyler si chiama Charlotte Milchard, che può essere trovata su IMDB. Il suo nome è indicato nei titoli di coda sotto la voce "Nome Residents", insieme con gli attori Valentin Ganev, Vladimir Kolev, Jay Glenn Sunberg e Sylvia Loulcheva.

   Ecco la fasulla Abigail... siamo punto e a capo... comunque... OCCHIO!!!

 

 

 
18 Febbraio 2010

...mmH!

Johnny Depp from Pirates of the Carribian trailer avatarharryz porn avatar

 
01 Gennaio 2010

Poesia...

  

Quei solchi di zigomi… Eduardo!

Tornano indietro a sprazzi,

Nelle immagini polverose

Di un Teatro in bianco e nero,

Fragranze raffinate ed eleganti

Di gusti lontani.

Permeano ancora

Nel barocco spazio quasi infinito,

Nelle ricche poltrone di velluto

E nelle atmosfere intime

Dei palchi soprastanti.

Quel fascino sublime,

Insieme a quei sacri e mesti brusii,

Si riempie di dettagli impercettibili,

Nella mia mente,

Nei buoni ricordi.

Ed eccoti lì,

Tremante seppur costumato,

Dietro il sipario,

Immerso nel personaggio di Pulcinella,

Tanto triste quanto irrequieto,

Tanto pungente

Quanto saggio maestro di vita,

Tanto tenero quanto profondo conoscitore

Delle miserie terrene

E di quelle dell’animo umano.

Mi manca il tuo volto, Eduardo!

Quella maschera vivente.

Quei solchi di zigomi,

Quelle rughe sempre più pronunciate,

Che da sole si esprimevano,

In movimenti quasi impercettibili.

Quelle curve sinuose parlavano.

Nel silenzio assordante

Urlano ancora oggi

Verità universali.

E proprio in quelle lacrime asciutte,

Mi rinfranco,

Perché come Diogene

Trovo l’uomo,

E con esso,

La Speranza di un Futuro più Umano.

 

 
01 Dicembre 2009

New Moon... la saga di Twilight continua


T2



Twilight

Il film è dedicato ad un pubblico adolescenziale, così come il libro da cui è stato tratto. Gli ingredienti sono stati conditi egregiamente, a partire dalla scelta dei protagonisti, che sono tutti di "bellissima presenza". Devo ammettere che anche la recitazione è stata curata molto bene. Dietro c'è una grande regia e un lavoro certosino nel montaggio che non appare mai lento, ma acquista dei toni sempre più da film d'azione piuttosto che fantasy romanticheggiante. La trama risulta al quanto scontata, anche per chi non avesse letto il libro. Basta pensare all'argomento sovrasfruttato da letteratura, fumetti e cinema. Gli attori (ce ne fosse almeno uno mulatto?!) diafani, chi più, chi meno, sono molto bravi, anche se tutto, nella loro recitazione, suggerisce una certa reclusione dovuta proprio alla trama da fiaba. Che siano attori sottovalutati traspare dalle espressioni nei primissimi piani, ampiamente studiati e sfruttati da una sapiente ed acuta regia. Secondo me la Hardwicke è semplicemente in rodaggio. Non la scorderemo di sicuro. Per quanto riguarda la grafica, la fotografia e le luci, non posso nascondere che molto probabilmente sono state una delle attrattive principali che mi hanno spinta ad andarlo a vedere. Adoro quelle luci verdognole in armonia con la natura, o azzurre per esaltare il pallore dei personaggi. Solo la fotografia valeva il costo del biglietto. I costumi di scena sono solo a volte sopra la media e questo mi dispiace un po' a primo acchitto; ma riflettendoci meglio, dei costumi più importanti per una trama del genere avrebbero ridicolizzato troppo il film stesso.  Da aggiungere c'è che, come al solito, il film piace poco anche perchè crea troppi quesiti irrisollti. Un po' la stessa pecca della famosa saga dei pirati:"La Maledizione della Prima Luna", in cui il secondo capitolo rimaneva troppo in sospeso, rispetto al primo, fino a che l'inizio del terzo ci trovava spaesati con tanti interrogativi, troppi, a mio avviso. 
Ritornando a Twilight, si spera che il secondo sia meno scontato del primo, il che è davvero un'ardua impresa, ripeto, considerando l'argomento vampiri. Cosa aggiungere?... Ah... dimenticavo... la corsetta di Edward con Bella in spalle, l'ho trovata al quanto esagerata. In fondo si stanno sperimentando tante di quelle tecnologie per FX che a volte certe novità ci appaiono o risibili o lodevoli. Io le trovo risibili, se mi permettete, un po' come l'inseguimento e la lotta sui papiri (canne di bambù) di "La Tigre e il Dragone", che erano veramente una sfida alla Forza di gravità... oppure il saltellare da un tetto a un altro con distanze di 6/7 m!?! Comunque... essendo questo un fantasy, ci sta. Ok... A proposito di attori... dimenticavo che CEDRIC è cresciuto! e oltre a sfoderare uno sguardo obiettivamente ammaliante (ovviamente non per me, mica sono pedofila!), brilla anche per le "labbra color sangue" sitle Biancaneve copyright!!! A parte gli scherzi, può dare di più, molto di più, così come Bella, che finora è stata confinata a ruoli che vanno dalla commedia drammatica all'horror... Vorrei vederla in una commedia, dove sorride di più e magari si prende un po' in giro...
Bye Bye







2° Capitolo..



Chris Weitz : Regia





Pattinson trucco e addominali!








La messaggera e la "Corte"!



Dakota Fanning. Magistrale interpretazione in questo breve cammeo. Reazione poco prevedibile!

 

Michael Sheen . Dopo Lucian il giustiziere licantropo nella saga di Underworld.. eccolo nei panni del "Cattivone"


Allora... Nuovo capitolo, nuova regia... Dopo la Hardwicke, cambia poco in realtà. Chris Weitz ha migliorato la qualità dell'immagine, nonostante le luci e le atmosfere siano le stesse, il che è tanto. Per il resto, risulta migliore  trucco , parrucco e i costumi di personaggi di minor rilievo che in questo nuovo capitolo sembrano più sofisticati (e non mi riferisco solo a Jacob). Ottima la fotografia  e le pose plastiche nei rallenty, ideali per rendere ancora più surreali e oniriche le immagini. Per quanto riguarda la trama... mi spiace dirlo, ma è più che scontata anche all'occhio di chi non ha letto il libro (per esempio il mio). Questo è dovuto secondo me al tema trattato: ormai l'argomento Vampiri è stato sfruttato tante di quelle volte che chiunque ne conosce le regole che limitano la fantasia... Insomma, non può sorprendere come Harry Potter, dove i colpi di scena e i risvolti sono realmente imprevedibili... Non si può inventare nuove regole ... non più di tanto almeno!?! Per quanto riguarda il cast, sono spuntati nuovi personaggi.. La Corte, con il recente Lucian di Underworld (da licantropo a Vampiro.. Michael Sheen ormai è un veterano del genere!) e Dakota Fanning che ha dato sfoggio di bravura  nell'insinuare nello spettatore per pochi istanti anche il sospetto di essere dalla parte opposta.. Un modesto cammeo! Per il resto.. Un tripudio di busti scolpiti!! Per la felicità delle adolescenti! Pattinson sfoggia oltre al ciuffo alla Elvis, i muscoli appena accennati, la pelle diafana, ma soprattutto la granellata di glitter sopra il rimmel e il rossetto. Per il resto, non ha la possibilità di cambiare granchè espressione se non fosse per qualche lacrima ... stessa cosa si può dire di Bella. Perennemente sofferente... Eccessivo lo stato apatico mentre il mondo le gira tutto intorno.. Oserei dire anche leggermente pericoloso e antieducativo... visto che il pubblico è quello per lo più di ragazzini/e... Come agiustificare e  assecondare l'autolesionismo che passano gli adolescenti le prime volte che sioffrono per "amore" ... Oltre a questo, va  ricordato anche l'accenno fuori luogo di Romeo e Giulietta del grande Shakespeare... Non è che ci sia tanta attinenza!?! ... e poi ,le frasi messe in bocca ai protagonisti  sembrano una lista di sfoghi trovati qua e la, dentro qualche diario di scuola media superiore, incastonate da qualche cuoricino adesivo . Comunque, passi anche questa!... tanto è solo un film!?! 





OESAIS ... forti Toti e Tata nella parodia degli OASIS di Barletta

 

 

 

 

 

 

U 127
IANNA
Sind a me vattin!
Mnen d Vtond
Na Ma Spsà
Turaist Inglais
Il grande EMILIO SOLFRIZZI Nei panni anche del poeta decadente MINO PAUSA





 

 

 

 

 

 

 

Nulla è ancora perduto

Nulla è ancora perduto


Come Diogene
Cercavo l'uomo
Cercavo l'umanità
Il cuore.
Così
Di tanto in tanto
Prendo il treno
Come sempre
Per comunicare
Per scoprire
Come Indiana Jones
Per vedere
A che punto è
L'uomo.
Poi,
Tra mille sfaccettature
Esce fuori,
Dietro gli angoli impervi
Di una mente perversa,
Qualcosa che fa paura e,
Dietro le pagine nuove
Del mio taccuino,
Rivelo la pazzia
Ben radicata ormai
Dentro l'uomo del mio tempo
Nel vicino di casa,
Nella madre amorevole,
Nel fidanzato incontentabile.
Oltre la facciata ....
Fobie e manie ossessive.
Scopro la vittoria
Dell'animale sull'uomo.
Un assassino smemorato
Senza neppure
Una lacrima di coccodrillo.
Poi, persa nei meandri,
Lentamente
Il torpore mi avvolge
Il mio taccuino cade
La mia penna rotola
Rimango inerme.
Poi, nel pieno
Di un incubo angosciante
Mi sveglio,
Riconosco chi mi sta di fronte
e, delusa e incredula, vorrei urlare:
"Presto fermate... Voglio scendere!!!"
Poi, improvvisamente,
Dal corridoio,
Una nonna con un bambino
Due mani giunte amorevoli
Appaiono e scompaiono
Avvolti in un abbraccio
E capisco.
Nulla è ancora perduto

Serena  

Altre poesie

Filastrocca de’ palestrati

Noi si va per manubri!
Esclamaron la Gianna,
La Vanda e l’Anna,
A rifarsi l’occhini.
Vien con noi!
Mi dissero un dì.
E mi… che di pansa
Ghe n’ho a iosa
Dissi
Mal non può far
Granchè…. a una cozza!
Giorno venne
Che una tuta vecia
Riesumai
Ed anco mi
Per manubri andai.
Una gran fatica feci
Per distinguer
Certe stempiature lucide
Di sudor bagnate
Dai bicipiti dopati.
Sembravan tutti
Specchio, specchio
Delle mi’ brame
Che solo a guardalli
Mi vien fame.
Più tardi che pria
Uno stregon m’infocò
Ma fù dell’ocio
Il solo guaio,
Perché… bono sì
Da posar sur cruscotto
A far sì e no
Come un mastino tonto.
Ma guai
A svegliar la su’ favella
Perché così l’incanto cessa.
Or paura tengo
Dei manubri.
Mi cascheran li du’ oci
Ed anco le braccia
Pria che in man li riprenda!
E siccome
Bene grande mi voglio
E vi voglio….
A usar le gambe
Più delle braccia
Imparerò
Ed or vi saluto
E men’vo!


Serena


Questo tempo

Tempo da giacca a vento,
Da montone.
Tempo di magra,
Di crisi.
Tempo di overdose
Da pubblicità
Che spinge
Ad una fame famelica
Quanto ad obese anoressie.
Tempi di burle
Più che mai,
Tempi di guerre fasulle,
Di paci fasulle.
Tempi di paura,
Di falsa paura.
Tempi di ozio mentale
In cui unica rivoltosa
È Madre Natura.
Tempi di decisioni
Sul futuro
Sull’ambiente nucleare,
Di sicuro solo
Impatto ambientale.
Ignorando comunque
Le molteplici
Migliori alternative.
Tempo di riflessioni,
Di decisioni
Sulla vita,
Sulla morte,
Perché dice,
Sommo giudice, il padre:
“Vita non è”.
Tempo di rivalutare
L’uomo artificiale plastificato
Laddove ancora natura ci sia,
Perché equa sia dignità.
Tempo di umanizzare
Il vip sofferente,
Di giudicarlo nudo e crudo,
Prima intoccabile.
Tempo di divinizzare perfino
Il cinico Corona
Perché, in vero,
Colpa è solo
Della noia
Di chi troppi soldi ha.
Tempo quindi
Di scagliare la pietra
Solo sul buono,
Di dare dignità
Solo alla Maddalena
Perché peccare è “trash”,
E’ “cool”,
Visto che “usa”.
Infine,
Tempo di preghiera
Per chi ancora spera,
Sempre che
Tempo ancora sia rimasto.




Serena




Al Mahatma Gandhi

Vergine ero d’intelletto
E giovani
E ancora incerti
I miei passi
Quando nutrice
E maestra
Mi sedette
In una distesa di poltrone
Innanzi
A un immenso
Telo bianco.
Prima, non volle
Per me
Che si colorasse
Di favole di Disney,
Come i miei pari.
Prima, scelse, invece,
Per me
Una storia vera
Quella della tua vita.
Tanto mi colpisti
Che sul finale
Anch’io,
Piccola mi sentii
Tra quelle migliaia di paria,
E non solo,
A piangere a dirotto
Le tue spoglie.
Quella scelta per me
Ancor oggi è vanto
Seppur di flebili ricordi.
Mi toccasti nel profondo
Con la tua vita piena
Ricca di coraggio
Parca di giustizia.
Crebbi anch’io
Come piccola paladina
Nel mio piccolo mondo,
Orgogliosa del giusto.
E sempre nel mio piccolo
Assaporai amare delusioni,
Senza piegarmi mai.
Ora, penso a quel fiume
Di sangue sempre vivo
Che avvelena
La maledetta Terra Santa,
E son sicura che
Se veramente vivo
Fosse il tuo gran dono,
Il tuo insegnamento,
Rendendo reali
Verità
Allora utopiche,
Alte
Come valichi
Impossibili da scalare,
Forse basterebbe
Un nuovo
Piccolo grande uomo,
Solo uno,
Per purificare
Quel lago di Gerusalemme
Solo uno,
Per far fiorire
Quel muro di lacrime
Di popoli stremati
Figli di dolore,
Figli di bandiere,
Di colori senza più un senso.
Ne basterebbe solo uno,
Una grande anima.
Piccolo eppur grande,
Un Mahatma.

Serena

Due poesie... di quelle tristi.... Chiedo venia... la proxx volta metto quelle comiche... Promesso!

FRATELLO DEL MIO TEMPO

Tanta è la rabbia,
Lo sdegno
Che vorrei scaricare
Tutta su di te,
Fratello.
Affannato dalla Vita
Da un peso troppo grande
Per la tua fragile psiche.
Chi ti ha donato la vita
Ha lasciato te
In balia del vento,
Delle mode,
Senza riempire il tuo involucro
Delle mille Verità Universali.
Ti ha insegnato soltanto
A temere le rughe,
A evitarle,
quando invece
sono radici ben piantate della Vita.
Ti guardo
Nei tuoi occhi spalancati,
Imbevuti di alcol,
Di spirito,
Immobile,
Schiacciato
In una morsa
Di lamiere contorte,
In una domenica mattina.
Smetto di chiedermi il perché
E tramuto la mia rabbia
Pregando perché il mio sangue
Ti illumini
Colmandoti come una matrioska,
donandoti anche una parte di me,
una luce nuova
nei tuoi occhi prima spenti.







Serena




Pagliaccio


Quegli occhi
La stessa tristezza
Una malinconia velata
Celata dietro il rosso fiammeggiante
Contrastante col cerone bianco.
Lo specchio illuminato
I capelli colorati
Arruffati.
Ora sei pronto
La scena ti aspetta
Sono tutti lì per te
Per ridere di te
Con te.
Questa sera, però,
Qualcosa è cambiato
Tra il pubblico pagante
C’è qualcuno che non ride
Sembra aver scoperto
Le lacrime vere
Lui non ride
Ha gli stessi occhi
Il trucco non lo inganna.
Sembra poterti leggere dentro.
La tua anima a nudo
Ti fa paura
E intanto continui a cadere
Scivolare
Ti avvicini ad un bambino
Tiri un fiore dalla manica
Un dono
Un sorriso
Una pernacchia
Sei felice
Hai regalato un sorriso in più.
La musica ritma la danza
Le urla, gli schiamazzi assordanti
Gli applausi
E senza accorgertene
E’ finito lo spettacolo
Saluti il pubblico
Lanci un bacio generoso
Ai grandi e ai più piccini.
Ora dietro
I rumori scemano
C’è chi va di fretta,
Ma tu sei stanco
E fai tutto con calma
Levi quel po’ di trucco,
Che le lacrime non avevano
Ancora lavato via.
Sotto la gommapiuma
Il sudore.
Le luci si stanno spegnendo
E tu rimani solo
Finalmente solo
Tu con la tua anima
Ormai non c’è traccia del Pagliaccio.
Ti accorgi che,
Mai, prima d’ora
Avevi notato quello che c’era
Dietro
Dietro il trucco
Dietro la maschera.
Quello che vedi
E’ solo un corpo di donna
Quasi non lo riconosci,
Se non fosse per gli occhi,
Crederesti che tutto questo non ti appartiene.
Le lacrime che quel sorriso aveva asciugato
D’un tratto ritornano.
E gli altri occhi?
Quelli tra il pubblico
Quell’ uomo che non sorrideva,
Dov’è?
E’ colpa sua
Se questa sera
La tristezza ti sommerge.
Ma ormai è tardi,
Non ci pensare,
Chiudi gli occhi
E sogna,
La vera felicità
I sorrisi dei bambini
Tu non sei di questo mondo
La donna sotto la maschera
Non esiste
Esiste solo il Pagliaccio
Sogna
Non farti corrompere
Da altri sentimenti
Che renderebbero arida
La tua anima pura, innocente e sincera.
Sogna
Non lasciare che l’Amore
Per quegli occhi
Alimenti l’egoismo in te,
Questo ucciderebbe il Pagliaccio.
Che fine farebbe
Il sorriso del bambino?
Chiudi gli occhi e sogna
La felicità?
E’ lì che la troverai
Il resto passerà,
Pagliaccio.






Serena

 
29 Novembre 2009

CADO DALLE NUBI

La locandina per alcuni parla già da sè, ma per gli altri, qualche parolina va spesa. Innanzitutto La regia e la sceneggiatura ha due firme, ed una delle due appartiene allo stesso protagonista: CHECCO ZALONE, noto comico Zelighiano pluri affermato. Per chi ancora non ne avesse apprezzato le doti canore, e non solo, vi invito a farlo. Pur essendo pugliese di nascita, si fatica un po' ad identificarne l'effettivo modo di pensare. Utilizza spesso il sarcasmo macchiettistico mettendo alla berlina tutti i difetti dei "Terrun", quasi prendendo le distanze (?), quasi come fanno quelli migrati al Nord... Onestamente a volte mi spiazzano certe sue canzoni e non solo... Come ad esempio quela canzone in cui, da "terrone", viene messo in carcere per possesso di cocaina... e lui se la prende con la Polizia e con chi ha fatto la spia con la Polizia.... è a sfottò? o cerca di giustificare certi comportamenti delinquenziali?'??? ... Per non parlare del suo modo di parlare sgrammaticato... non sono ignoranti i "terroni"... non a livello grammaticale almeno... non più come una volta..... poi... spesso decanta le lodi di ladri.....
Ora... Checco Zalone potrebbe sembrare il tipico cantante rozzo coperto dalla Malavita..
1)Il film è prodotto dalla Medusa.. proprietà di Berlusconi....
2)Checco Zalone viene fuori da Zelig.... porgramma di Mediaset.... Proprietà di Berlusconi...
Si potrebbe pensare che le sue canzoni tendono più a giustificare l'illegalità più che a recriminarla... Utilizzando l'ironia (?)... un po' come fa Berlusconi quando è sottoposto a critiche con le barzellette.
E' ovvio che queste sono soltanto ipotesi...
Tanto è vero che:
1) la stessa Medusa ha prodotto e distribuito il film-flop PINOCCHIO di Benigni (noto antiberlusconiano) o anche 
2) Cronacchione viene fuori da Zelig, ma anche lui si rivela come un antiberlusconiano pur spacciandosi per un simpatizzante accanito del Cavaliere.
Una differenza c'è, però: la comicità di Cornacchione è palesemente antiberlusconiana... quella di Zalone... è come dire.... non è nè carne nè pesce... Boh?!... Si dice sempre che prender posizione non premia... perchè i governi cambiano.. le bandiere cambiano... e per gli artisti è più dura che mai... oggi più che mai.

Come sapete, la comicità non è tutta uguale... così come i tempi comici... Esiste una certa comicità da Drive in che fa ridere sulle spalle di uno o più zucconi di turno, quella che tende a deridere qualcuno, esasperando dei difetti fisici o di cadenze dialettali o di tic particolari di un personaggio a volte anche oltrepassando il limite della cattiveria. Personalmente non amo questo genere. Checco Zalone non può essere inquadrato in questo filone per il semplice sospetto che lo scopo delle sue gags è quello di sbeffeggiare quel modo di pensare  non condividendolo affatto, ma allo stesso modo esaltandone l'assurdità.  Ma andiamo al film... cercando di essere soggettivi... Dunque.. Non è volgare.. e questo è già tanto.. Tiene incollati coprendo i pochissimi tempi morti con i sottofondi musicali che fanno piegare in due.. Insomma andatelo a vedere ...  


 

 
03 Novembre 2009

Lucca Comics & Games 2009

Anche quest'anno non potevo mancare e, devo ammettere che, una giornata e mezza non sono bastate a vedere tutto. Comunque qualche chicca sono riuscita a trovarla... Vediamo un po' di foto ... Premetto che di Cosplay ne ho visti ben pochi, forse perchè il Comune ha deciso di comune accordo con gli organizzatori, che sarebbe stato meglio per i commercianti lucchesi disperdere i varii stand lungo tutto il passaggio sotteraneo murario, nonchè porre i padiglioni al centro delle varie piazze cittadine o in ogni incrocio stradale che occupasse lo spazio poco più grande di un bilocale. Risultato... il CAOS. Cosplay solitari - difficilmente in gruppo -  Comuni visitatori che si allenavano come podisti maratoneti intenti ad individuare il percorso più sistematico che non facesse loro mancare niente. Ovviamente tutti rigorosamente con la cartina in mano. padiglioni claustrofobici sin dal primo giorno - dalle 9:30 fino alle 10:30 - tanto che quando si usciva, si aveva la stessa sensazione dei carcerati all'inizio dell'ora d'aria. In conclusione, la manifestazione è diventata troppo grande per gli spazii ristretti riservati anche quest'anno. Rimpiango quasi i primi anni che ci andavo, tempi in cui il tutto era relegato a due padiglioni e al Palazzetto dello Sport. Sarà anche un bene per i residenti... anche se non per tutti. Ma... aggiungete delle date... o fatelo più spesso.... please!!! e dopo le lagne... -scherzo!-


Da notare le chiavi a dado per svitare bulloni... Ah.. non chiedetemi a cosa serve quell'affare attaccato alla cintura, perchè non ne ho la minima idea... e ... sento ancora il rimorso di non averlo chiesto al diretto responsabile di questo meraviglioso stand!


I fantastici capolavori del grande Ciurelo, della serie delle "petropictors" - pittura su pietra- che hanno tutto il fascino della tridimensionalità.
Una delle migliori riproduzioni cinematografiche a tema visti quest'anno. Un classico del cinema Horror - Il conte Dracula.
Altro Vampiro, altri mostri.. altri trucchi cinematografici



   Modellini vari altamente realistici..
Le indimenticabili Tartarughe Ninja!!!
   Quasi perfette... se non fosse per la mancanza del mandorlo in fiore.... A proposito del Giappone... hanno ingrandito il padiglione Japan... il che è Meglioo!!!!
Mangabestia!!!!!
Hellboy... non è che sia proprio perfetto... considerando che non era una miniatura
Indian Revenge!
Chineese fight!
Ecco un Van Helsingh come si deve!! Anche se.... quel topolino sulla spalla??? Di passaggio????
Un Case per PC intagliato... Dalla serie - Quando uno non ha nient'altro da fare- ... Ma è arte!!!!
Star Wars?? Cats?? Che personaggi sono??? Secondo me questi costumi sono frutto di un compromesso... un Mix di più personaggi... Comunque ... Complimenti Raga!!!!

l'importante è peace & love.

Robottino mobile....

Un simpatico trittico!?! vero??

Bellissimi costumi..
THE END




Ho gradito poco il film che sono usciti utlimamente ma RICATTO D'AMORE merita!








Regia: Anne Fletcher


Genere: Commedia


Durata: 108


Cast artistico: Sandra Bullock, Ryan Reynolds, Betty White, Craig T. Nelson, Malin Akerman, Mary Steenburgen


Film per tutti


Quando la potentissima dirigente editoriale Margaret (Sandra Bullock) rischia di essere deportata nella sua terra natale, il Canada, questa brillante professionista dichiara di essere fidanzata con il suo assistente Andrew (Ryan Reynolds), che non sospetta nulla e che lei ha tormentato per anni. Lui accetta di partecipare all'imbroglio, ma pone delle condizioni. L'improbabile coppia si dirige allora in Alaska per incontrare la bizzarra famiglia dell'assistente (interpretata da Mary Steenburgen, Craig T. Nelson e Betty White) e questa donna metropolitana sempre in controllo si ritrova in tante situazioni in cui risulta un pesce fuor d'acqua. Con un imminente matrimonio in vista e un ufficiale del servizio immigrazione alle calcagna, Margaret e Andrew giurano con riluttanza di rimanere fedeli al piano, nonostante le conseguenze imprevedibili che potrebbe avere.







Ed ora qualche commento... Il film ha una regia del tutto femminile e si vede!!! Cosa che alla Bullock, da tempo in pausa post-matrimoniale, ha fatto molto piacere. E stato forse anche uno dei motivi per cui ha scelto di affrontare la solita screenplay comic comedy, con i soliti panni della fidanzatina d'America, vesti che ormai le stavano strette. In fondo un'attrice del suo calibro, relegata ad un genere solo, pur brillantemente sostenuto, merita di mettersi in gioco in ruoli nuovi, per non morire di noia. In questi anni, dopo l'escalation comica terminata egregiamente con Two weeks notice, Sandra ha desiderato e dimostrato di essere grandemente all'altezza di poter sperimentare altri campi, (Crash,  La casa sul lago del tempo, Infamous, Premonition). Si è anche cimentata nella regia di un film che ancora in Italia si potrà vedere solo dopo Natale. Ha anche denunciato un tacito ostruzionismo in tutta la categoria riguardante le difficoltà di produrre una delle sue ultime fatiche "All about Steve" in cui ricopriva un ruolo opposto a quelli soliti. "Se sei donna, puoi essere famosa quanto vuoi, puoi avere una reputazione impeccabile agli occhi di tutti, ma non basta per avere credibilità come produttrice!" sostenne in una delle ultime interviste. Aveva deciso da allora di chiudere con il Cinema o almeno di lavorare di meno e solo se costretta. Tornando a questo film, la Bullock ha fatto vedere il meglio, per la gioia dei maschietti! Qualcuno le aveva chiesto come mai aveva scelto di regalare un suo nudo per la prima volta in tutta la sua carriera proprio in questo film. Lei ha risposto dicendo che i motivi sono stati tanti: sapeva che la regista con cui avrebbe lavorato veniva dal mondo della danza e le aveva promesso che avrebbe reso la sequenza comica e per nulla erotica. Così è stato. per quanto riguarda Ryan, cosa dire? Ha messo in mostra per l'ennesima volta i suoi mono-bi-tri-cipiti per non parlare delle montagne rocciose addominali, suo vanto dall'epoca di The Blade trinity, un po' come Kevin Bacon, che impone di mostrarsi nudo o seminudo ogni volta per contratto.
La storia è esilarante, senza raggiungere livelli troppo demenziali. Non ho trovato foto della scena che preferisco in tutto il film: quella dove la nonna di Andrew fa una danza di ringraziamento alla madre terra in stile indiano e coinvolge Margareth fino al punto di spingerla in una performance in stile misto cheerleader- techno-house.
Morirete dal ridere! per non parlare della scena dello spogliarello a sorpresa (vedi foto su) di un arrangiato tuttofare di dubbio "fascino" latino.
Ottimo per le giornate NO. Ve lo consiglio caldamente, fortemente... qantunquamente.... appostamente!!!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
11 Settembre 2009

Non c'è più niente da fare




Non c'è più niente da fare è un film di Emanuele Barresi del 2007, con Rocco Papaleo, Alba Rohrwacher, Paolo Ruffini, Cristina Cirilli, Stefano Filippi, Isabella Cecchi, Fabrizio Brandi, Raffaele Pisu, Andrea Buscemi, Lucia Poli. Prodotto in Italia. Durata: 92 minuti. Distribuito in Italia da Eagle Pictures a partire dal 08.02.2008.



la Trama
I Perseveranti (compagnia teatrale composta da una commessa della COOP, un avvocato, due pensionati, un disoccupato, un’ impiegata postale, una proprietaria di tintoria, uno studente e un falegname artigiano) sono afflitti durante il giorno da mille affanni e solo la sera, nel loro teatrino, sono felici. Il padrone del teatrino dove i nostri provano, decide di sfrattarli e di impiantare nella vecchia struttura una nuova e più redditizia attività. I Perseveranti sono disposti a tutto pur di non rinunciare ad un luogo che per loro è importantissimo. Un cavillo legale permetterebbe loro di spuntarla, ma c’è una condizione: devono mettere in scena lo spettacolo che stanno provando. Vita reale e finzione scenica si accavallano, si intrecciano, si aggrovigliano e tutto si complica...


Una commedia per grandi e piccini, leggera, senza essere volgare, nè pretenziosa. Una commedia che fa riflettere ridendo. Il sottofondo musicale è quello di un grande Mascagni rappresentato da una compagnìa teatrale sgangherata che, nel progresso del film, matura la consapevolezza di essere soprattutto un gruppo affiatato, dove ogni nota ha la sua importanza. La forza del gruppo, dell'unione è la carica scatenante che avvalora la stessa esistenza dei Perseveranti. Con una punta di veleno verso la Cultura teatrale e non solo, che sta sempre più scomparendo. Il tema della terza età viene sfiorato con delicatezza e con rispetto, mai banale. La gelosia, come nella Cavalleria Rusticana, fa prima da cornice per poi divenire tema predominante. Sopra tutto troneggia la tipica calata livornese incarnata da personaggi più o meno macchiettistici, ma che non stonano, senza cadere nell'eccesso. Non dispiacciono quelle poche gags che ogni tanto fanno capolino. Se non avete ancora visto questo film, fatelo!



 
28 Agosto 2009

Visto che siamo in tema di letture

MARUZZA MUSUMECI di Andrea Camilleri


Vi consiglio anche, per i "terun" come me, MARUZZA MUSUMECI, del rinomato Montalbaniano Andrea Camilleri.
Spaccato di una storia surreale sulle leggendarie sirene; figure mitologiche che hanno ispirato, come muse, ogni genere di arte. Queste creature di innata bellezza racchiudono dentro di loro, nel contempo, la forsa del femminino, il fascino dell'ignoto, la paura del diverso, fino all'orrore silente derivante da una natura animalesca che si risveglia di tanto in tanto esplodendo in puro istinto. L'autore accenna appena quest'ultimo aspetto, lasciando al lettore la libertà di immaginare il resto, forse per evitare di giudicare tale natura, senza condannare nè santificare. L'intera argomentazione viene condita dalla sapiente ironia scaturita, a mio avviso, soprattutto dall'utilizzo di un dialetto inconfondibilmente colorito e solare, come lo è il paese di provenienza. Un dialetto che risulta appena comprensibile, anche per me, ma, ad ogni modo, armonioso e musicale.

 
08 Agosto 2009

Libri che vi consiglio ... letti freschi freschi..

MARINA, Ottima lettura estiva... per chi ama l'avventura, il mistero e l'atmosfera ben dipinta di una tavolozza multicolore... Un libro che ti lascia immergere in un mondo incantato senza tempo, ambientato in una Barcellona per pochi. Zafon, uno scrittore difficile da etichettare, perchè di genere. ... Autore anche di un altro Best seller L'OMBRA DEL VENTO, che ancora non ho letto, ma che, per molti è un capolavoro.





Altra lettura da consigliare, per chi ama il thriller... Il mio grande idolo. CARLO LUCARELLI  - LA FACCIA NASCOSTA DELLA LUNA - Un libro che cerca di raccogliere, analizzare e raccontare, con il garbo e la sensibilità di uno scrittore, i decessi più o meno misteriosi di grandi nomi della musica e del Cinema, a partire da Tenco, Hendrix, Morrison, Monroe... ecc.. Lo stile di esposizione è ormai ben conosciuto.


 
04 Agosto 2009

Un film a vedere e da commentare.... SBIRRI







ROMA - Raoul Bova poliziotto tra realtà e finzione per raccontare da vicino il mondo della droga. L'attore si è travestito e ha preso parte alle operazioni del nucleo speciale della polizia che combatte lo spaccio a Milano, ha assistito agli arresti e agli interrogatori e la realtà «scioccante», come lui stesso l'ha definita, che si è trovato davanti, è diventata «Sbirri». Il film-verità è diretto da Roberto Burchielli e uscirà in oltre 200 sale il 10 aprile distribuito da Medusa e successivamente su Mediaset.Dopo le esperienze di «Ultimo», «Nassiriya» e altri prodotti «in divisa», Bova questa volta ha messo da parte la recitazione e ha dovuto calarsi nella realtà cruda e quotidiana della Milano della droga con veri poliziotti e veri spacciatori. Nel film interpreta il giornalista Matteo Gatti che si dispera dopo aver perso il figlio per una pasticca di ecstasy e decide si svolgere un'inchiesta nella squadra speciale di Milano. Un viaggio drammatico tra gli adolescenti e gli spacciatori alla ricerca dei motivi della morte di un ragazzo ma anche alla ricerca di se stesso e dellesue carenze di genitore.

«La finzione sul set è completamente diversa - ha detto Bova alla presentazione del film a Roma con il regista e il cast - le emozioni non sono mai state così forti. Dovevo essere attento a non intralciare le operazioni e devo ammettere che qualche ansia ogni tanto mi è venuta. Sono entrato nelle case, ho visto i volti, le persone, ho avuto la sensazione di essere un intruso, ho visto famiglie normali scioccate nello scoprire che il figlio veniva arrestato perché era spacciatore, il bambino di 10 anni che prende la coca, l'operaio che si droga per restare sveglio e avere la forza di giocare la sera con i figli. E' stato scioccante. A volte dopo aver girato - ha continuato Bova - mi mancava il fiato, questo è un problema sottovalutato e ai ragazzi non si insegna nulla. Trovarsi davanti a quelle situazioni purtroppo è all'ordine del giorno».

L'idea di «Sbirri» è nata a Bova e alla moglie (che hanno prodotto il film con la Sanmarco insieme a Rti ) guardando in tv il documentario «Cocaina» di Burchielli in cui si racconta il mondo della «coca» e dei giovani in modo scioccante. Il docu-film è infatti stato girato senza un copione con gli attori (Luca Angeletti, Simonetta Solder e Alessandro Sperduti accanto ai poliziotti veri) che hanno cercato di recitare il meno possibile per avvicinarsi alla realtà dei poliziotti e delle scene reali documentate dalla cinepresa. Burchielli ha raccontato che la polizia «non ha fatto problemi per le riprese perché è stata garantita la privacy. Nessuno è riconoscibile e i personaggi sono rappresentati come fantasmi, come se la droga li avesse cancellati». Ma la richiesta di Bova e della moglie di fare il film, secondo il regista, è stata quella di «due genitori che vogliono raccontare una storia ai ragazzi e ai genitori. Oggi a dieci anni già ci si droga e si spaccia - ha sottolineato - è una realtà diversa». E Bova ha confermato: «Forse la mia voglia di fare questo film è stata quello di un padre che ha due figli piccoli, ha paura e si chiede come educarli».

Il suo personaggio è ispirato anche nel nome al giornalista de L'Espresso Fabrizio Gatti noto per le sue inchieste, e anche il regista ha girato diversi realmovie per la tv sulla linea di «Sbirri». I poliziotti hanno recitato perché sapevano di essere ripresi? «In un mese non si sono mai traditi - ha commentato l'attore che ha vissuto a stretto contatto con loro - se hanno recitato e si sono fatti condizionare meritano l'Oscar. Alcune operazioni sono così pericolose e immediate che non c'è il tempo di fingere». Infine, una considerazione sui tagli alla sicurezza. «E' grave tagliare i fondi a chi combatte la criminalità - ha concluso Bova - i poliziotti sostengono personalmente delle spese e già non sono retribuiti abbastanza per quello che fanno. É una cosa che dispiace».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un ottimo film-documentario che però ha deluso le aspettative. Nonostante la presenza integrante di Roul Bova. Peccato che sia andata così... Si vede che il problema DROGA non interessa... tale sia la facilità con cui oggi si può procurare lo sballo... Non sottovalutiamolo!!!

 
03 Agosto 2009

Guardate altri miei modelli..






























 
02 Aprile 2009

Aspettando la Pasqua


Insomma, non mi sono fatta sentire finora e ora?... e ora un ultimo sforzo prima di ritornare nel paesello di origine per la pausa pasquale... (finalmente...scusatemi lo sfogo!) Respirerò un po' di aria profumata...
Ma chiudiamo queste leggere divagazioni e lasciamoci trasportare dalle "emozioni" del grande shermo. Per problemi tecnici, non posso riportarvi le schede dei relativi film (il pc oggi non mi collabora affatto).

THE WATCHMEN
  L'ennesimo comic movie con i soliti effetti speciali e una mole enorme di supereroi costumati, e scostumati, alla men peggio. Come non potete sapere, non ho una cultura o una certa predilezione per quel genere di fumetto, ma, anche da ignorante, si possono fare distinzioni. Per carità, ottima regia, ottimo montaggio, modesti i costumi (quasi tutti uguali), musiche e luci da Sin City, ma... rimane un film abbastanza confusionario sia per l'infinità di attori che per l'accavallamento delle scene e flashback. Insomma la trama resta alquanto incomprensibile sin dalle prime battute.. Non chiedetemi se sia una mancanza della sceneggiatura o dell'autore dell'american comic, perchè non ne conosco la risposta... Poi... all'inizio, durante il delitto del "Comico"/Barden si intravede la sagoma dell'omicida.... si capisce benissimo chi è... basta guardare la sproporzionalità tra le dimensioni della testa e dell'esile collo rispetto alle spalle e il torace, entrambi prominenti. Come hanno fatto il casting?  Si vede benissimo che quell'attore non fa palestra per niente... è come se si mette la tuta di carnevale da Hulk indosso a Pippo Franco... Non sta!?! Detto questo... Non spicca nessuno su tutti... L'attore della "Maschera macchiata" è abbastanza caratteristico... ricorda un po' il Clint Eastwood dei western... Non lo consiglio particolarmente..

LA VERITA' E' CHE NON GLI PIACI ABBASTANZA
Passiamo ad una commedia policroma, un po' alla "Manuale d'amore", con attori e attrici affermati. Nessuno nuovo del genere. Personaggi che si intrecciano con qualche scambio di partner che, però, non stucca come in Closer (qualcuno mi ucciderà per quest'ultima considerazione). A sproposito... Lo sapevate che Jennyfer  Connelly è sposata con, niente po' po' di meno che, il monaco/killer albino de Il Codice Da Vinci Paul Bettany.. Chiusa la parentesi gossip, torniamo alla commedia.. Vengono svelate tante perle di saggezza riguardo alle tecniche di approccio maschili sfatando certe inalberate teorie cerebrali che formuliamo spesso e volentieri noi donne, sognando i romanzi, quando in effetti, è risaputo che l'uomo è fin troppo semplice, per certe cose. A parte la godibilità della commedia stessa, c'è da dire che la Aniston si sia incastrata in questa tipologia di personaggio e ... se non reagisce... non ne uscirà più... sarà che ancora non ha superato il distacco da Pitt?... sarà forse presa da altre cose?... In genere chi trova il suo cavallo di battaglia, abbia paura di scrostarselo.. Bah!? Affleck non si è spremuto, neppure lui, granchè. Della Johannson cosa dire?... E' ancora quella di Match Point o di Vicky Cristina?!  Più o meno discutibile... Onestamente non credo che sia una nuova Meryl Streep, ma... andando vedendo. Niente di rilevante da aggiungere.. Ve la consiglio anche per ridere un po'.. ha anche un po' del grottesco de Il diario di Bridget Jones..

THE WRESTLER
Ottima regia e sceneggiatura.. Finalmente un film su misura per la controfigura di Rourke... Non fraintendetemi, non voglio dire che Rourke non c'è, ma che dopo le mille trasformazioni di chirurgia plastica, un po' come Stallone, non sembra più un attore, ma la sua controfigura in plastica. A parte le note "maligne", è evidente una certa bravura interpretativa. Un film che lascia l'amaro in bocca e non solo per la trama. Non apprezzo il wrestling tanto quanto certi sport estremi e di combattimento e... di certo, non riesco a vedere il personaggio di Mickey come un eroe, neppure alla fine. Eppure questo è un film che, ad ogni modo, consiglio.

GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA (aspettative)
Infine parliamo delle aspettative di un film che già dalle prime battute è stato accolto con tutti gli onori. Avati è un regista che, nella maggiorparte dei casi, mi ha accolta come estimatrice e non è la prima volta che lo consiglio. Dopo la delusione del film horror con la Morante, mi troverà di nuovo al cinema per quest'ultima fatica. Ritornato al genere classico, adatto al suo spirito più o meno felice anche se malinconico. Ognuno di noi ha avuto un luogo di aggregazione, un muretto, una panchina, un solito bar, dove sfogare lo stress di tutti i giorni, dove tenersi aggiornato. Anche chi non ama certi luoghi e i pettegolezzi, di sicuro avrà prima o poi invidiato l'unità di certi personaggi amalgamati più o meno bene, più o meno unici. Spero che il bar del film non disilluda questo tipo di aspettative. A naso, penso di no, dopo aver visto varii trailer, backstage e interviste. Le carte in regola deve averle, visti i nomi degli interpreti e ... non per ultimo, il nome del musichiere... il grande Lucio Dalla. Speriamo bene!


Ah... dimenticavo... se non ci sentimao prima... BUONA E SANTA PASQUA!
 

 
15 Marzo 2009

La MATASSA... Il nuovo film di Ficarra e Picone!





LA MATASSA

Regia: Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Giambattista Avellino

Cast: Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Claudio Gioè

Genere: commedia

Anno: 2009

Data di uscita in Italia: 13 marzo 2009

Trama: Gaetano e Paolo sono due cugini completamente diversi tra loro, che hanno trascorso insieme i loro primi anni di vita, ma che poi si sono allontanati a causa di un brutto litigio tra i rispettivi padre. Per questo i due non si vedono da ben vent’anni. Un giorno, però, si incontrano per caso, e da allora saranno loro malgrado protagonisti di vicende strampalate e di strani equivoci, durante i quali Don Gino tenterà di farli riappacificare e loro cercheranno di far luce sui motivi dell’antica lite di famiglia per porvi fine.




Cosa dire... Bello! Se avete visto il 7 e l'8 questo, di certo, non vi deluderà. Ricordate quando scoppiò la moda dei comici attori? a partire da Pieraccioni, Aldo Giovanni e Giacomo, poi ci provò Antonio Albanese con "La fame e la sete" e poi i Fichi D'India... Tranne i primi due, tutti flop! Sembrava che non si potesse uscire da quella morsa di insuccessi artistici limitati al grande schermo. Io direi che si è rotto quel luogo comune... I miei preferiti sono, dopo Ficarra e Picone, naturalmente, anche Ale e Franz, che non sono mai volgari... e poi, come sapete bene, gli ultimi Aldo Giovanni e Giacomo. Mi piace sperare che questo filone soft continui ancora.. Anche quest'ultima fatica siciliana è pervasa da un buonismo mai bigotto, dai valori forti dell'amicizia e dall'affetto che può tornare nonostante gli ostacoli.. Il tutto condito con una serie di equivoci e una concatenazione di eventi che allieta non solo lo spirit, ma non tralascia neppure il cuore. Da notare... ci sono attori ritrovati anche nel film SI PUO' FARE. Tengo anche a sottolineare, per concludere, che la ripetuta scelta di un'ambientazione prettamente siciliana inorgoglisce... fa vedere degli aspetti che esulano dagli stereotipi negativi di una terra che non dovrebbe più essere solo madre di dolore. Complimenti!!!!

 
13 Marzo 2009

Bellissimo film ricco di messaggi positivi! Complimenti a CLAUDIO BISIO!!

SI PUO' FARE



Cooperativa 180, posatori specialisti

Nella Milano del 1983, Nello, un sindacalista di sinistra dalle idee troppo 'moderne”, viene allontanato dal suo sindacato, che gli trova un posto in una cooperativa di persone affette da disagi psichici: è la 'cooperativa 180”, dal nome della legge Basaglia che ha chiuso i manicomi. Tenuti sotto controllo da un alto dosaggio di farmaci, e indotti a svolgere piccoli lavori assistenziali, i membri della cooperativa non hanno una vita propria, dimenticati dalle famiglie e dal mondo; ma Nello crede nell'organizzazione democratica del gruppo, oltre che nella nobiltà del lavoro, ed è deciso a cambiare la situazione. Così, la cooperativa diventa un'impresa di montaggio parquet: inizialmente i risultati lasciano a desiderare, finché i due posatori, Luca e Gigio, non mostrano un talento fuori dal comune…

Da vicino nessuno è normale

La storia di un'utopia che si realizza solo pagando un costo altissimo, e che stride con l'euforia di una certa Milano anni Ottanta: quella viziata e 'da bere”, quella del culto dell'effimero, in un periodo in cui l'assoluto smarrimento post-legge Basaglia era più acuto, e di quei malati non si sapeva che farsene. Cadere nel patetismo – o nel macchiettismo, a seconda dell'approccio – è un attimo, ma Manfredonia sceglie una strada poco praticata dal nostro cinema contemporaneo, la fiaba, e allestisce un sincero omaggio a chi queste esperienze le ha vissute per davvero (e continua a viverle, come rivela la dedica conclusiva) con un racconto lieve e scanzonato, eppur serio in tutte le sue implicazioni umane. E in quanto fiaba, anche se ispirata a vicende reali, ciò che il film pretende dagli spettatori è l'accettazione di stereotipi consolidati e di uno schema narrativo ben definito, noto a tutti: la storia dell'outsider che pretende di cambiare un mondo a lui sconosciuto, e che per farlo agisce fuori dalle convenzioni. Nello, il protagonista – troppo moderno per i sindacati rossi e troppo antico per la rampante società degli yuppies –, rompe le regole dei trattamenti psichiatrici, sfida il razionale pragmatismo del medico responsabile e compie una piccola rivoluzione: tratta i malati, i 'matti”, come persone.

Tutto procede senza deviazioni dal percorso predefinito, tanto nelle svolte narrative (un poco affrettate nella prima parte) quanto nell'ascesa verso un apice drammatico, che coincide con la dolorosa presa di coscienza di non avere completo accesso al mondo 'normale”, alle sue emozioni, perché quel mondo è rozzo e la convivenza difficile; ma ciò che appare prevedibile rientra comunque nelle meccaniche della fiaba, e la leggerezza della mano di Manfredonia, aiutato in tal senso dalle musiche di Pivio e Aldo De Scalzi, diverte senza dimenticare l'empatia.

Frasi celebri del film


luca
Siamo matti mica scemi



 

nello
Che ruolo può avere all'interno di una società uno che non parla ed il cui curriculum é misero? "IL Presidente" -Robby tu sarai il Presidente



 

signor luca
Quando uno dorme, bisogna svegliarlo!



 

dottor furlan
Il loro rifiuto alla proposta di Parigi
è la tua vittoria più bella.



 

Ossi
Siamo fuori da Tuttocittà!



 

Ossi
Noi facciamo tutto con gli scarti. Questa è una cooperativa di scarti.

 

 

Ossi
Siamo fuori da Tuttocittà.
Devi ritornare a Tuttocittàà!!!










Bravo Claudio Bisio in un ruolo "impegnato" anche se non insolito per lui. Misurato nell'interpretare un personaggio così vero, così umano e allo stesso tempo superiore e determinato. ( Vai! Ancora così!) Alta è anche la qualità dei personaggi inseriti nella cooperativa del film, mai eccessivi nel caratterizzare le fobie e le manie. La Pazzia non spaventa. L'attività terapeutica è il cardine che sostiene tutto il lungometraggio. Potrebbe cadere in un'ottica eccessivamente buonista e ottimistica, ma ... come dico sempre... da qualche parte bisogna iniziare. E' anche vero che la storia raccontata, basata su una cooperativa realmente costruita a Pordenone nel 1982, potrebbe sembrare perciò un po' idealistica. Ci sono, purtroppo esempi, ad oggi, di cooperative che hanno perso gli stimoli reali terapeutici e abbracciato piuttosto certe dinamiche capitalistiche, ma... ripeto... non bisogna bocciare certe iniziative solo per il rischio di degenerare.. Tornando al film, lo avrei visto più per la TV che per il cinema... soprattutto perchè il pubblico che preferisce il grande schermo, oggi, più che mai, predilige temi più frivoli, cholossal ricchi di effetti speciali, cinepanettoni, parodie, o action movies che non sprecano nè pallottole nè sangue... ecc... tematiche sociali come quelle di questo piccolo grande film, sono più da visione familiare... L'unica pecca, se di sbaglio si vuole parlare, sta nel fatto che non ci si è soffermati nel valutare anche quei modesti casi più pericolosi, perchè di casi " irrecuperabili" ce ne sono, putroppo. Se ci fosse stato questo sforzo in più, magari sarebbe stato un film da Oscar... Mi raccomando, noleggiatevelo o compratelo direttamente, come ho fatto io... e buona visione!!

 
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